Solo pochi mesi fa, senza il problema alla pubalgia che lo ha tenuto fermo durante tutta l’estate e lontano dalla preparazione con l’Inter, Acerbi sarebbe salito sull’aereo per la Germania. Sarebbe stato perfetto per una difesa a tre, arma tattica che Spalletti aveva effettivamente in mente per l’Europeo. Prima ancora, la bufera sul presunto caso di razzismo con Juan Jesus – archiviato per mancanza di prove – aveva rallentato il suo rientro nel giro azzurro. Poi l’infortunio ha fatto il resto, complicando le scelte del ct e contribuendo a una campagna europea chiusa troppo presto, agli ottavi contro la Svizzera. Oggi Acerbi è fuori dalle convocazioni, ma il “fattore Haaland” potrebbe paradossalmente ridargli spazio. Quando serve esperienza e solidità contro certi mostri fisici, uno come lui resta un’opzione difficile da ignorare.
Acerbi, il futuro
Anche a livello di club, il futuro del centrale non è così scontato. I numerosi infortuni accusati in stagione – ben 21 partite saltate tra ottobre e febbraio – avevano fatto sorgere dubbi in casa Inter sulla possibilità di prolungare il rapporto fino al 2026, come previsto dal contratto attuale. C’è infatti una clausola che permetterebbe al club di chiudere il rapporto con un anno di anticipo, e inizialmente l’idea era quella di confermare solo uno tra lui e De Vrij. Ma le cose, in campo, cambiano in fretta. Se l’olandese ha saputo rispondere alla concorrenza con prestazioni convincenti, Acerbi – una volta ristabilito – ha ripreso in mano la difesa nerazzurra con autorità. Tanto da ribaltare i ragionamenti di inizio stagione. Nonostante la carta d’identità dica 37, Acerbi non sembra affatto intenzionato a farsi da parte. E chissà che, proprio ora, non sia arrivato il momento per un secondo slancio della sua carriera. In maglia nerazzurra… o magari di nuovo in azzurro.
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